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Checkpoints

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di Luca Mazzocchi

La pandemia da coronavirus vissuta e osservata in poesia da una delle città più colpite: Bergamo

ZONA | libro pp. 64 | ISBN 9788864389400

Descrizione

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Un resoconto in tempo reale di un tempo di peste

«C’è la città, che diventa tutt’uno con chi la abita, dove il suo dolore e la sua solitudine diventano quelli di noi che l’abitammo e l’abitiamo. La liberazione attonita della Natura, che si trova improvvisamente padrona delle strade, dei cieli, dei campi. C’è la lontananza, che da tipico archetipo poetico, diventa cruda realtà, tangibile e fisica. (…) Tre movimenti, tre mesi, quasi tre stagioni: l’inizio e la sorpresa, il lungo marzo tiepido, ventoso e cupo, e l’aprile che allora più che mai fu “il più crudele dei mesi”. Venticinque “checkpoints”, come in quei giorni là, dove fermarsi e ripensarsi».

Tutti stasera parlano di malattia
li sento da qui
attorno ai tavoli pieni di bicchieri
nel fumo delle sigarette
nelle gambe nude del venerdì sera
che se ci fai caso
fa caldo come in primavera
e il bar è pieno
la porta si apre e si chiude in continuazione

«Quando, a distanza di un anno dall’inizio di quella che si sarebbe poi rivelata una tragedia per la mia città, Bergamo, mi sono ritrovato a rileggere (o rivedere?) le mie “fotografie letterarie” di quei tre mesi terribili di pandemia, ho pensato che sarebbe stato interessante il recupero di quel ristretto numero di “chorus” che ne hanno fissato su carta, come in un calco pompeiano, i giorni, le ore, le notti, le solitudini e, in misura privata e generale, le morti. Attraverso la mia opera, che è un continuo divenire, mutare, fissare, sbracciarsi, una perenne biografia degli istanti, che ha i suoi precisi confini nello spazio e nel tempo della scrittura, entro cui nasce e sta, non venendo più modificata, ecco apparire una visione pura di quei giorni, non mediata dal tempo o dall’esperienza». (Luca Mazzocchi)

Luca Mazzocchi è nato a Bergamo nel 1971. Appassionato di cinema e musica, ha collaborato con la rivista Buscadero, coltivando parallelamente la sua attività di blogger. Ha pubblicato le raccolte di poesia La matematica del buio (Officina Milena, 2018, prefazione di Andrea Donaera) e L’arcolaio spezzato (Le Mezzelane, 2019, prefazione di Maria Pia Dell’Omo). Sue poesie sono state pubblicate nel 2017 sul numero 81/82 e nel 2019 sul numero 84/85 della rivista Il Foglio Clandestino, a cura di Gilberto Gavioli, con un’introduzione di Francesco Scaramozzino. Ha ottenuto riconoscimenti in vari premi e manifestazioni pubbliche.