Killertango

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di Dario Meneghetti
Introduzione di Guido Caserza
Contributi di Filiberto Tiberini, Giorgio Silvestri e Martino Pinna

Il ‘poeta immobile’ che scrive con lo sguardo: “La poesia di Meneghetti è un’esemplare risposta a una condizione estrema di vita”.

ZONA | libro pp. 144 | ISBN 9788864389967

Descrizione

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La peculiarità delle poesie di Dario Meneghetti si può riassumere in questa formula: esibizione del soggetto e negazione del soggettivismo. Con questo voglio dire che se il soggetto lirico è presentissimo nei suoi testi, è al tempo stesso assente ogni tipo di compiacimento narcisistico. È probabilmente per questo motivo che nelle poesie di Meneghetti si trova una sorprendente varietà di temi e di stili: dai quadretti fintamente oleografici alle rievocazioni, dalle ironiche apoteosi liriche agli archi sintattici più distesamente narrativi, dalle poesie d’amore a quelle satiriche, non c’è aspetto della vita che non venga passato al vaglio di questo poeta, compresa la propria infermità: è come se il soggetto lirico, disancorandosi da sé stesso, si disperdesse nella multiforme varietà del mondo, generando un sorprendente contrasto tra mobilità dello sguardo e fissità del corpo. (dalla introduzione di Guido Caserza)

Dario Meneghetti
Nato a San Donà di Piave nel 1970, ha cantato come tenore nel coro della Fenice di Venezia. Dai primi anni Novanta ha fatto parte della redazione della fanzine Limbranauta. Ha pubblicato le raccolte di versi Poesie Slatenti (ZONA, 2019), Anima parvula (dei Merangoli, 2020), In un guscio di luna (Fiorina, 2022) e l’antologia Poesie scelte (ZONA, 2021). Suoi scritti prevalentemente in prosa si trovano nei volumi collettivi Limbranauta è stato qui (Youcanprint, 2018) e Limbranauta. Il lato D (Youcanprint, 2020). Affetto da SLA-sclerosi laterale amiotrofica, scrive con l’ausilio di una videotastiera comandata dallo sguardo.