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il libro / narrativa |
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«In che tonalità ti parlo?», chiesi.
Arturo si fermò fingendo di pensarci. Si passava una mano sul mento non rasato e si guardava intorno.
«Hm, non saprei. Forse Fa».
«Fa?».
«No, no, aspetta: di' qualcosa di ordinario».
«Di ordinario?».
«Sì: qualcosa nel tono di voce più comune, come quando mi dici che ti piacciono le zucchine».
Arturo Bergia è un compositore in crisi. Per rilanciarsi, dovrà scrivere una sonata per pianoforte. Ma la sua è una crisi creativa profonda, senza soluzione, tanto insormontabile da essere quasi fisica. “Sono una balena morta. Sono un occhio cieco”, ripete. Sotto lo sguardo vigile di sua moglie, la Marialuce che narra la storia del suo annientamento, il Maestro percorrerà un ripido declino verso la follia, tra sinestesie assordanti e mutilazioni reali. Andrea Tarabbia, nel suo stile asciutto e analitico, ci racconta con questa suite narrativa senza tempo un'emblematica storia di violenza domestica, di amore asettico che consuma, in un'intimità che si scompone preparandosi a un olocausto finale. Un libro in cui la passione si trasforma nella devozione di Marialuce, e l'abnegazione nell'impossibilità d'amare questo Grande Compositore Decaduto.
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l'autore |
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Andrea Tarabbia
(1978)
Vincitore del Premio Campiello 2019 con il romanzo Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri).
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Nato a Saronno, vive a Bologna. Dal 2006 al 2012 ha fatto parte della redazione della rivista Il primo amore. Ha collaborato a L'Indice dei libri del mese, IL, Vanity Fair, Liberazione, Playboy. È stato redattore del sito di promozione della letteratura italiana all'estero Books in Italy.
Nell'ottobre del 2016 ha vinto il Premio Letterario Alessandro Manzoni - Città di Lecco con il romanzo Il giardino delle mosche: vita di Andrej Čikatilo, con cui è entrato anche nella Selezione Premio Campiello 2016. Con Madrigale senza suono ha vinto nel 2019 la 57esima edizione del Premio Campiello.
Ha pubblicato i romanzi La calligrafia come arte della guerra (Transeuropa 2010), Marialuce (Zona 2011), Il demone a Beslan (Mondadori 2011), La ventinovesima ora (Mondadori 2013), Il giardino delle mosche: vita di Andrej Čikatilo (Ponte alle Grazie 2015), Madrigale senza suono (Bollati Boringhieri 2019, Premio Campiello); i saggi Indagine sulle forme possibili (Aracne 2010), La patria non esiste (Il Saggiatore 2011), Il cimitero degli anarchici (Franco Angeli 2012), La buona morte (Manni 2014), Il peso del legno (NN Editore 2018). Per Voland ha tradotto Diavoleide di Michail Afanas'evič Bulgakov (2012).
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